Oggi vogliamo parlarvi di Oni One e approfondire assieme a voi alcuni aspetti di lui e della sua musica.
Il giovane artista comincia la sua carriera nell’Estate del 2017. Infatti, in quell’anno pubblica il video “Goodfellas”. Il brano, in poco tempo lo rende la nuova rivelazione dello street rap italiano. Successivamente nel 2018 pubblica anche “Top Boy”, singolo che diventa virale e lo riporta nuovamente sotto tutti i riflettori.
Nel Maggio del 2019 Oni One, finalmente entra a far parte di Triplosette Ent. Questo ingresso, viene celebrato nella label con i singoli “Facile” e “Brillo”, che hanno riscontrato un ottimo successo.
Inoltre, qui sotto potrete leggere alcune informazioni su chi è davvero Oni One, e che progetti musicali sta realizzando.

Chi è Oni One?

Chi è Oni One?

Il suo vero nome è Ethan Dante, e proviene dal quartiere “Talenti” situato nella zona nord est di Roma.
Ha recentemente pubblicato “Grizzly” uno dei punti di svolta per la sua carriera. Difatti, grazie a questo progetto, fa il suo ingresso nel mercato discografico. In più è un progetto molto personale che prevede una raccolta di ricordi, racconti ed esperienze vissute in prima persona. L’immaginario evocato dalle rime che caratterizzano il disco, è quello di un passato a cui il giovane rapper , rimane indissolubilmente legato. Nonostante questo, allo stesso tempo, sceglie di lasciarsi alle spalle il passato, alla ricerca di un futuro migliore.  Il sound è contraddistinto da un mix eterogeneo di stili e sonorità differenti. Infatti, si allontana dalla trap tradizionale, con cui si è presentato alle persone, e si aggiungono alcuni rimandi alla musica reggaeton e R&B. Le varie sonorità aggiunte, arricchiscono il disco rendendolo riconoscibile e originale.

Intervista

A che età e in che modo tu sei avvicinato al mondo della musica?

Sono nato circondato da musica, mia madre faceva la corista negli anni 80 ed è un appassionata di ogni genere. Io ho scoperto il rap a 9 anni quando lei mi fece sentire una canzone di Eminem, assurdo ma è così.

Sei di Roma, una delle capitali del Rap italiano. Quali sono gli artisti
romani che ti hanno ispirato maggiormente?

Naturalmente come ogni ragazzo di Roma della mia generazione appassionato di rap sono cresciuto con Noyz ed il Truceklan. Roma è stata una città piena di rapper importanti, ma non credo che nessuno di loro mi abbia ispirato a livello artistico. Sono figlio della mia generazione ed il sound è totalmente cambiato e ognuno di noi sta portando cose nuove a questo genere. Nonostante questo ci sono pezzi di artisti romani che hanno fatto la storia davvero e mi capita ogni tanto di riascoltarli come fosse la prima volta.

Nella tua vita, hai attraversato un periodo complesso nel quale hai
vissuto ai domiciliari. Quanto pensi che possa averti cambiato questa
esperienza? È stato un motivo per riscattarti ancora di più con la
musica?

La carcerazione e successivamente il lungo periodo agli arresti domiciliari mi hanno capovolto la vita. Ho cambiato totalmente modo di pensare e di vivere. Sono cresciuto dentro quattro mura, prima le sbarre e poi la gabbia d’oro come la chiamo io. Stare a casa sicuramente è meglio, sotto la maggior parte dei versi ( parola di chi ha vissuto entrambe le realtà ) ma sempre in gabbia stai. Solo che invece di essere lì dentro sei imprigionato in casa tua. Ho vissuto un periodo difficile, sono 5 anni che combatto con la giustizia ne devo ancora uscire del tutto e non vedo l’ora. Il rap mi ha salvato davvero, mi ha permesso di viaggiare stando chiuso, mi ha ridato i sogni che mi avevano levato. Se un giorno sarò arrivato dove voglio arrivare dovrò ringraziare anche tutti i miei errori. Grizzly è proprio questo è la prova che forse possiamo farcela davvero è la mia rivincita con me stesso.

Sei da poco uscito con il tuo primo ep ufficiale, “Grizzly”, quanto hai
lavorato a questo progetto e cosa rappresenta per te?

Metto il massimo su ogni lavoro che faccio, che sia nella musica o in qualsiasi altra cosa. Sono fatto così! Grizzly è il figlio che non avrei mai pensato di fare. Però, quando è arrivato ho capito che era l’unica cosa che volevo davvero.

Come sono nate le collaborazioni all’interno dell’ep e qual è la traccia
a cui sei più legato?

Le collaborazioni sono nate tutte in maniera molto spontanea. Il motivo è perchè c’è grande amicizia e stima artistica con ogni persona chiamata a raccontare questo percorso. Non c’è una traccia a cui sono legato di più, sono tutte tracce in cui c’è una sfumatura di Ethan. Sta all’ascoltatore capire quale parte di me preferisce.

Quali altre sorprese possiamo aspettarci per questo 2020 e che
obiettivi ti sei posto?

L’obbiettivo è uno, essere il migliore. La salita è ancora lunga, ma ho le spalle larghe. So quello che voglio, l’unica cosa che bisogna aspettarsi da me è che non è finita certo qui.

 

Infine, speriamo di avervi dato qualche informazione interessante su Oni One e sulla sua musica. Ma soprattutto, di avervi fatto scoprire chi è davvero Oni One grazie anche al’intervista.
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Ascolta il rapper romano su Spotify qui.