Da pochi giorni si sta parlando di Revman, ma chi è? Lui è il primo rapper italiano che divide la sua vita tra la polizia e il Rap.
Durante i preparativi del Festival di Sanremo di quest’anno, tra le proposte di Sanremo giovani è uscito il suo nome.
E’ una notizia che ha sconvolto il panorama Rap, ma alla fine cosa c’è di strano?
Il Rap è una forma di espressione libera e che tutti possono utilizzare per comunicare.
Nonostante il Rap nasca in America e nasca proprio dalla protesta, contro lo Stato, le istituzioni, le forze dell’ordine e ogni forma di ingiustizia in generale, crediamo che anche lui a suo modo possa dare qualcosa a questo genere.
Spesso si hanno pregiudizi, ma bisognerebbe prima ascoltare quello che ha da dire una persona prima di giudicarla dalla divisa che indossa.

Chi è Revman il primo rapper poliziotto?

Revman, all’anagrafe Sebastiano Vitale, è originario di Palermo ma attualmente lavora presso la questura di Milano.
La sua passione per la musica arriva prima della divisa. Nonostante non sia mai arrivato al grande pubblico, in passato ha realizzato una collaborazione che ha fatto discutere parecchio. Si tratta del brano realizzato con Inoki e altri rapper underground, tutti in unica traccia.
Il brano si intitola “Non sai cosa darei“, e lo potete ascoltare cliccando sul titolo del brano nella frase precedente.
Questa notizia ha sconvolto tante persone del web. Il brano ovviamente è vecchio e Revman ha deciso di prendere strade diverse dai suoi vecchi colleghi musicisti, ma onestamente non ci troviamo nulla di strano o sbagliato in quel feat.

Chi è Revman, la persona sbagliata o forse no?

Revman è la persona sbagliata al momento sbagliato? Oppure no?
Una cosa che ci è dispiaciuta è stata vedere che ha proposto dei brani simili ad altri. Non ha saputo sfruttare l’occasione e i riflettori che ha addosso adesso per creare un dialogo con chi la pensa diversamente da lui.
E’ davvero un peccato, perchè poteva rappresentare un suo pensiero magari contrastante a favore di tutte le persone come lui, che ogni mattina si svegliamo per servire e aiutare i cittadini. Replicando e rispondendo a tutte le accuse da parte dei Rapper contro le forze dell’ordine. Poteva essere la chiave di congiunzione tra i due pensieri differenti, ma mai dire mai, può ancora farlo.

I limiti che impone Sanremo

Nonostante questo ha portato una sua visione personale sulla vita in servizio nel brano “San Michele il poliziotto“. Il brano è il racconto di una notte vista dagli occhi di un poliziotto. Una brano “leggero” rispetto alle tante accuse fatte dai rapper alle forze dell’ordine. Questo anche perchè Sanremo impone dei limiti nei testi e non possono essere troppo espliciti. Quindi staremo a vedere in futuro quali saranno le sue mosse.

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