In occasione dell’uscita del suo nuovo album, “Nati Diversi”, abbiamo realizzato un’intervista a Gianni Bismark.

A distanza di un anno dal suo primo album ufficiale, “Re senza corona”, il rapper romano torna sulla scena con 12 tracce inedite. “Nati Diversi” è un disco più sperimentale se vogliamo, com sfumature diverse, che mette ancora più in risalto lo stile e l’originalità di Gianni. Al suo interno troviamo numerose collaborazioni, sia per quanto riguarda l’aspetto delle produzioni, che quello dei featuring. Hanno preso parte al progetto : Tedua, Geolier, Quentin40, Franco126, Drone126, SickLuke, 2nd Roof, Chris Nolan, Enemies, G Ferrari. 

intervista a gianni bismark
Nati Diversi

Con questa breve introduzione vi lasciamo alla nostra intervista a Gianni Bismark, per scoprire qualcosa in più su questo disco e sul suo percorso artistico.

INTERVISTA :

Come è stato il tuo primo approccio col mondo della musica, ed in particolare del Rap e quando hai capito di volerne fare il tuo mestiere?

Il mio primo approccio col rap è stato nel 2015, quando ho fatto uscire le mie prime cose.  Iniziai a vedere un certo riscontro e capii che alla gente piaceva quello che facevo. Ai tempi lavoravo in cucina, mi pagavano 25 euro per 8 ore di lavoro. Non andavo neanche tutti i giorni. Alla fine facevo una piotta (100 euro) a settimana e ho preferito lasciare il lavoro per dedicarmi alla musica.

Roma è stata ed è una città fondamentale per l’hip-hop italiano, una città dalla quale sono usciti alcuni dei rapper più importanti del nostro paese. Con quali artisti della tua città sei cresciuto?

Io sono cresicuto con la “Gente de Borgata”, il “TruceKlan”, e i “Colle Der Fomento”. Loro sono stati tra i miei primi punti di riferimento.

Nella tua musica spesso fai riferimenti al mondo del calcio. Un mondo che evidentemente ti ha sempre appassionato. Quali punti in comune hanno a tuo parere il calcio ed il rap?

Sicuramente l’invenzione,  l’originalità, perchè anche nel calcio devi avere determinate doti. Anche la competizione e il senso di “squadra”. Io comunque quando lavoro ad un progetto non son mai da solo, c’è sempre un team che mi segue.

Il tuo primo album “Re senza Corona” è stato molto apprezzato sia dalla critica che dal pubblico, dimostrandosi una vera e propria rivelazione per il 2019. Che impatto avrà secondo te “Nati Diversi” e in che cosa si differenzia, se si differenzia, dal disco precedente?

Non mi aspetto niente, vedremo come andrà e che responso ci sarà da parte della gente. Preferisco non darmi troppe aspettative. La differenza principale credo sia che in “Nati diversi” ci sono dei pezzi più azzardati, con stili più inediti e diversi. Non volevo portare un “Re senza corona 2”.

intervista a gianni bismark
Gianni Bismark

Il nuovo disco sarà molto ricco di collaborazioni, sia dal punto di vista dei produttori che ci hanno lavorato, sia da quello dei rapper che hanno contribuito e preso parte al progetto. Ti va di parlarci dei featuring presenti?

Tutte le collaborazioni sono nate in maniera molto naturale. Nascono da una situazione di amicizia e rispetto reciproco. Non ho mai scelto dei featuring così, giusto perchè mi servivano. Secondo me il rispetto è alla base di tutto. Serve anche per far uscire un prodotto figo e fatto bene. Crea una competizione positiva, nella quale dai il meglio di te perchè dall’altra parte c’è una persona che stimi.

Parlando invece del titolo, per te che cosa significa essere “nato diverso”?

Beh, secondo me in questo mondo pieno di costruzioni, di gente costruita, impegnata a farsi vedere in un altro modo da come è realmente, penso che essere nati diversi significhi essere originali, essere sè stessi.

Nel brano “Re senza corona” parli del tuo passato, un passato negativo per certi aspetti, nel quale spesso, come racconti, ti sfogavi su quelli che non erano come te. La musica è stata la chiave per uscirne e trasformare la tua rabbia in qualcosa di positivo. Che consiglio daresti ai ragazzi che in questo momento se la stanno vivendo come te la vivevi tu in passato?

Sinceramente non vedo un passato negativo, anzi, vedo un passato figo, che non cambierei mai. Personalmente non mi sento nessuno per dare consigli alle persone, l’unico consiglio che posso dare è di ascoltarsi il mio disco.

Chiudiamo con una domanda culinaria, dato che eri uno chef. Dimmi 3 piatti tipici romani imperdibili. La carbonara è esclusa 

Allora, sicuramente “l’amatriciana”, poi la “cacio e pepe” e per finire “la gricia”, che per chi non lo sapesse è la carbonara senza uova.

 

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