In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “La Vie En Rose”, abbiamo realizzato un’intervista a Maruego. Dopo un periodo di stop, in seguito alla pubblicazione del suo album “Tra Zenith e Nadir”, Maruego torna a gamba tesa nella scena con il brano “NCCAPM” (Nessuno ci credeva a parte me), un pezzo introspettivo e autobiografico, che racconta il passato del rapper italo-marocchino, ma anche la voglia di riprendersi quello che ha lasciato e il suo spazio nella scena. Il 2020 sarà un anno di grande importanza per lui, e nella nostra chiacchierata abbiamo avuto modo di parlare del suo futuro, del presente e del passato.

maruego
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Intervista a Maruego

Partiamo da una domanda per rompere il ghiaccio, come stai in questo momento un po’ particolare per tutti, e come stai lavorando alla tua musica?

Tutto bene. Ormai la quarantena è quasi finita, ma per me, nel frattempo, è subentrato anche il Ramadan e quindi le mie giornate hanno preso una piega diversa. Possiamo dire che ho ribaltato la notte con il giorno. In questo periodo, a dire la verità, non ho scritto molto, ma ho riempito il mio magazzino di punchline, in attesa che riaprano gli studi per buttarle fuori.

Sei presente in questo ambiente da ormai molti anni. Ti sei definito un po’ il predecessore di quella che è la scena italiana attuale, definendola una tua conseguenza. In cosa credi che sia cambiato il mercato in questi ultimi anni?

Secondo me il mercato è sempre lo stesso ma un po’ più fomentato. Sono cambiati gli approcci e le regole. Prima non era così facile essere presi in considerazione. Dovevi fargli strizzare gli occhi, invece ora è molto diverso, gli artisti arrivano prima alle major che al grande pubblico. Questo, secondo il mio parere, ha abbassato molto la qualità del prodotto ma allo stesso tempo dà l’opportunità a molti di approcciare la musica; creando una situazione per cui ogni giorno ci siano diverse uscite e sia diminuito drasticamente il tempo di ascolto.

intervista a maruego
Maruego
Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa della tua carriera?

Se dovessi tornare indietro farei il producer… non scherzo. Sono contento della persona che sono, tutto ciò che ho vissuto in bene e male mi ha formato. Quindi se dovessi tornare indietro nel tempo penso che farei le stesse scelte e gli stessi errori.

Nel 2018 fondasti “La Creme Records”, un progetto annunciato ma poi mai partito ufficialmente, con all’attivo solo il brano “Finito”. Come mai hai scelto di prendere uno stop e che cosa voleva essere questa etichetta?

Ovviamente come quelli che non sanno mi sono buttato in una cosa più grande di me. Non è per niente facile gestire un’etichetta discografica da solo. Pensare a tutto dall’inizio alla fine, dalla musica alla bolletta della luce. E’ stata un esperienza che mi ha aperto molto gli occhi sul mondo della discografia e su altri aspetti che prima non conoscevo.
Per il momento voglio canalizzare tutte le mie energie sulla musica poi, chissà, magari riprendo il progetto da dove l’ho lasciato

Quali sono gli obiettivi che hai per questo 2020?

I miei obiettivi nel 2020 sono quelli di iniziare a decimare gli artisti uno per uno. Ora che la scena è scomposta mi sembra il giusto momento per entrare in azione per far sì che negli anni a venire posso avere un posto sul podio

Sei uscito da poco con il tuo nuovo brano ufficiale intitolato “La Vie En Rose”, ti va di raccontarci com’è nato e di che cosa parla?

“La vie en rose” parla di una ragazza che, in senso metaforico, è la mia vita. Ma non mi piace spiegare i miei pezzi, mi piace che ognuno possa attribuire il significato che vuole per poterlo rendere proprio. Il mio invito è : leggetevi le lyrics, fantasticate, sognate.

intervista a maruego
Maruego
Cosa consiglieresti ad un ragazzino che vuole iniziare a fare Rap ed inserirsi nel mondo della discografia e dello spettacolo?

Non saprei. Potrei dirgli le solite cazzate “segui il sogno”, “dedizione e passione”, ma penso che oggi non abbiamo nemmeno più dei sogni nostri. Vogliamo tutti essere solo qualcuno che ce l’ha fatta. Quindi dico solo “cerca di essere tu il tuo idolo, il tuo modello da seguire e vedrai che poi qualcuno ti segue se in te troverà del giusto”.

Viviamo in un periodo dove la musica sempre più spesso diventa usa e getta. A tuo parere, qual è tra quelle che hai scritto, la canzone più bella e significativa che rimarrà nonostante gli anni nel cuore delle persone? Ti dico la mia, secondo me “Sulla stessa barca”.

Esattamente quello che dicevo nella seconda risposta. “Sulla stessa barca” è tra queste, ma ce ne sono anche altre come “Strada” o “Mamma e papà”. Ancora oggi per me non hanno perso di una virgola, anzi, più vanno avanti col tempo, più migliorano, come il vino.

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