Intervista a Sercho : 

Chi ascolta Rap da qualche anno non può non aver mai sentito parlare di Sercho. Artista già noto nella scena dai tempi del trio NSP e delle collaborazioni con molti degli artisti più noti in Italia, come Gemitaiz, Madman, Mostro, Luchè e tanti altri. Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con lui e scoprire in maniera più approfondita il suo percorso artistico. Per tanto, ecco a voi l’intervista a Sercho.

Nasci a Roma nel 1993 e sin da giovanissimo ti avvicini al mondo della musica. Questa passione ti è stata trasmessa dalla tua famiglia o dall’ambiente che ti ha circondato fuori casa?

Sicuramente dall’ambiente fuori casa, sono nato e cresciuto in un contesto periferico molto difficile. La musica è stata da subito una valvola di sfogo e di allontanamento da certe cattive strade che presi da piccolo ma che poi abbandonai un paio d’anni dopo aver firmato il primo contratto discografico.

Nel 2012 la tua musica inizia a girare e ad ottenere un buon riscontro, prima con il collettivo NSP, formato da te, da LowLow e da Luca J, ed in seguito anche come solista. Ai tempi il mondo del marketing discografico era molto diverso, e anche senza social sei riuscito ad ottenere visibilità in tutta Italia. Credi sia ancora possibile per un artista fare strada quasi unicamente col potere della sua musica?

Credo di sì, il fatto è che ognuno ha la propria personalità: c’è chi riscuote successo solo mettendo in mostra il proprio “essere” pur non avendo musicalmente nulla di bello. C’è chi invece ha entrambi, sia la personalità che il talento vero ed è forte a fare musica più che a fare un banale marketing. Io mi sento di appartenere alla seconda categoria.

Intervista a Sercho
Sercho

Analizzando la tua carriera, da UnHappy Ep, agli ultimi singoli usciti, si può notare una chiara evoluzione artistica, ma hai sempre saputo conservare il tuo timbro, il tuo stile che ti contraddistingue. Cosa pensi che sia realmente cambiato nel tuo modo di fare musica negli anni, da quando hai iniziato ad ora?

L’unica cosa che è cambiata è la consapevolezza. Quando ho fatto Unhappy EP andavo a scuola e dovevo ancora fare l’esame di maturità, non c’era nessun piano, nessun progetto o aspirazione futura. Negli scorsi anni sono stato distratto e non capivo quanta fortuna avevo, non ero concentrato, non ero lucido, lasciavo tutto troppo al caso e non mi rendevo conto di niente. Oggi sono consapevole del mio talento, di quanto valgo, e soprattutto sono lucido. Sono cresciuto sia mentalmente che artisticamente parlando.

Fabri Fibra diceva che comprare un disco ed ascoltarlo significa segnare un momento nella propria vita. Voglio farti una domanda sulla base di questa affermazione : tra quelli da te realizzati qual è l’album che rappresenta il miglior periodo della tua vita, e qual è invece quello che rappresenta per te il momento più difficile?

Questo non te lo so dire. Credo sia ancora presto, voglio fare altri mille singoli e dischi.

Dopo diversi anni di militanza in Honiro Label, hai deciso di restare indipendente. Com’è nata questa tua esigenza e perchè?

L’esigenza è nata dal fatto che avevo bisogno dei miei spazi. Avevo bisogno di prendere in mano la situazione ed avere accanto a me persone che fossero veramente affezionate al mio percorso. Avevo bisogno di persone pronte a dare il 100% per me, pronte ad ascoltarmi e ad avere le mie stesse visioni su come lavorare. Crescendo mi sono reso conto che ero molto diverso dalle persone che componevano quella realtà (ognuno è fatto a modo suo, pensa e agisce per come è) quindi sono voluto uscire da Honiro.

Intervista a Sercho
Sercho

L’anno scorso hai vissuto per un periodo fuori dall’italia, precisamente in Inghilterra, quanto ti ha fatto crescere questa esperienza? Ha avuto modo di ispirarti ancora di più nella musica che fai?

Mi ha fatto crescere moltissimo, ho vissuto fuori, ho acquisito maggiore sicurezza e lavorato in uno studio analogico con un sound engineer fortissimo. Parlavamo in inglese durante le sessioni di registrazione e lui mi disse “non capisco una parola di quello che dici, ma questa merda spacca, ti arrivano le vibes”.

Tra i diversi freestyle da te rilasciati sul tuo profilo instagram, è presente un tributo ad XXXTentacion, sulla base di “Everybody dies in their nightmares”, eri molto legato a questo artista?

XXXTentacion mi piaceva molto, non lo ascoltavo morbosamente ma la cosa che mi ha spinto a fare quel freestyle è il modo in cui è successo tutto e il fatto che girarono un video un secondo dopo l’accaduto con il suo cadavere in auto, TMZ lo pubblicò subito e questa cosa mi aveva fatto venire il voltastomaco, una insensibilità clamorosa.

Intervista a Sercho
Sercho

Attualmente stai lavorando a nuova musica, sono usciti 2 nuovi singoli, “Amici morti” e “Revolver”, che cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Sarà un anno di evoluzione pazzesco, grazie anche al talento di PK, siamo pronti a incendiare tutto. Il prossimo singolo sarà ancora più crudo di Revolver.

L’ultimo singolo “Revolver” è stato prodotto da PK, come ti trovi in studio con lui?

Ho già risposto un po’ nella domanda precedente. Lavoriamo in maniera dinamica e siamo motivatissimi, ci motiviamo a vicenda e riusciamo a creare delle cose pazzesche. Revolver è solo il primo step, ci sarà da divertirsi.

In “Amici morti” critichi in maniera abbastanza aspra i nuovi rapper che stanno emergendo in questo periodo, con il clichè dell’extension e lo smalto. Tu che che ci sei da molto, cosa pensi di questa nuova scena italiana?

La critica più che ai nuovi rappers, è a questo tipo di società così tanto superficiale. Sono sicuro che nei prossimi anni si tornerà a capire un po’ di più l’importanza del pensiero e dell’essere sentimentali, più che arrivisti, spietati e pronti a tutto per fare successo ma senza niente da raccontare di veramente interessante. La citazione dello smalto e l’extension è solo uno stereotipo. Non ce l’ho veramente con chi si mette lo smalto e l’extension ma con chi incarna la superficialità di quell’immagine solo per seguire una moda o per attirare attenzioni che altrimenti non riceverebbe.

 

Speriamo che la nostra intervista a Sercho vi sia piaciuta, in tal caso leggete anche : Intervista a Lele Blade