In occasione dell’ultimo brano di Sercho intitolato “Va bene”, abbiamo deciso di realizzare un intervista insieme a lui. Dopo quasi un anno di stop è tornato con nuova musica e con le idee chiare per il suo futuro artistico.

Intervista a Sercho

1) Da pochi giorni è uscito “Va bene”, un brano che si discosta dal modo che ti ha accompagnato da “Amici morti” ad oggi. Sembri più sereno, che momento stai vivendo e cosa rappresenta per te questo singolo?

Sereno è un parolone, però sicuramente sono meno arrabbiato. Ho concentrato tutte le energie che avevo nel raggiungimento di nuovi obiettivi. Ora ho firmato un nuovo contratto di distribuzione e sto riuscendo a gestire meglio il progetto. Questo singolo è l’inizio di una rinascita, non solo musicale ma anche nella mia vita, credo di essere pronto per impormi nel mercato grazie al lavoro duro, mio e di chi lavora oggi al mio fianco.

2) Accettare quello che accade nella vita non è sempre facile, dire “Va bene” e avere la forza di andare avanti è un talento che non hanno tutti. Tu quanto sei bravo in questo?

Sono un campione in questo. Credo che altri ragazzi al mio posto avrebbero mollato, io non mi arrendo, non ce la faccio, sono testardo e caparbio; ho provato a pensare di cambiare vita e di andarmene dall’Italia, ma è più forte di me, non riesco a vivere senza fare musica, sto proprio male provandoci, per me scrivere è fondamentale, è come l’aria che respiro e, soprattutto, sento di essere destinato a fare questo nella vita e sento di essere il migliore a farlo.

3) Dopo la pubblicazione di “Falli fuori” hai aspettato un anno prima di una nuove release, cosa è successo in questo periodo lontano dai riflettori? Hai preferito prenderti del tempo per lavorare ad un nuovo progetto?

In realtà ero lì che fremevo per far uscire i brani ma bisognava capire dal punto di vista pratico come uscire, ero in procinto di chiudere il nuovo contratto e allo stesso tempo studiavo e affinavo la tecnica e lo stile, a casa e in studio. Poi è scoppiato il Covid e quindi tutto è dovuto slittare, il “lato positivo” (se ce n’è uno) di questa tragedia del Covid-19 è stato il poter lavorare ancora di più sulla scrittura, ascoltare ancora più dischi per capire cosa mi rappresentava a pieno e cosa sentivo più mio, guardarmi dentro e dire “io sono così e così Va Bene”. Ora so qual è la nostra direzione discografica e dove vogliamo arrivare.

4) Con PK hai realizzato ormai tantissimi pezzi insieme, come lavorate in studio? Lui ti propone un beat o di solito costruisce una melodia in base al mood di ciò che hai scritto?

Io gli faccio sempre la battuta che lui è il mio Dr.Dre e io sono Slim Shady ma coi capelli verdi. Diciamo che sono uno che scrive veramente un botto e quindi gli mando sempre delle bozze su beat o anche semplicemente su una linea melodica che mi creo su Logic Pro e poi in base a quelle che ci piacciono di più ci mettiamo a lavoro per la realizzazione. In studio si crea una sintonia impressionante, è stata una fortuna poter essere scelto da lui per lavorare in tag team e chiuderci sulla creazione di brani che siano forti, sia dal punto di vista musicale sia per la personalità e unicità che stiamo costruendo, a parer mio portiamo uno stile e un prodotto che in Italia ancora non esiste. Il nostro obiettivo è quello di rompere gli schemi e schieramenti che ci sono oggi, anche i discografici o gli editori pensano che si debba fare o POP o TRAP o il RAP con le barre dove dici che sei il più forte a fare le rime. Quello che vogliamo dire noi è: la musica è una, il rap è universale e può arrivare a tutti superando questi schieramenti rimanendo però credibile e genuino, vince chi fa la canzone più bella.

5) Che cosa stai ascoltando in questo periodo?

21savage & Metro Boomin, Polo G, Juicy J, DaBaby, Kelvyn Colt, T.I., Internet Money, Young Thug, Gunna, Night Lovell e tanti altri artisti. Ascolto anche i dischi che escono in Italia: mi piacciono diversi artisti e progetti, ad esempio, se parliamo di questo periodo, mi sta piacendo moltissimo la scena campana nella sua totalità, i dischi nuovi di Speranza, Vale Lambo, Geolier, Enzo Dong, i singoli di Lele Blade e le sue strofe nei feat, sono fichissime, molto “coatto” come si dice a Roma, soprattutto perché quella roba è credibile, si vede che non è una parruccata. Comunque sto anche rispolverando i vecchi dischi che mi hanno cresciuto. Questo per ricordarmi sempre come ho iniziato ad appassionarmi al rap, quindi i dischi del TruceKlan, Cor Veleno e Colle Der Fomento.

6) Che obiettivi ti sei posto per la fine del 2020 e il 2021, anche se per ora con questa emergenza sanitaria è tutto in bilico?

Obiettivi di lavoro concreti ci sono ma bisognerà vedere come si evolverà questa situazione Covid-19. Per la fine di questo anno e per il 2021 spero solo che le persone si rispecchieranno nelle mie parole e nelle mie canzoni. In più, spero che io possa essere di ispirazione a tutti i ragazzi “come me, li fuori” così come dico in questo singolo. Mi auguro di poter aiutare le persone a dare il massimo, sempre. Ho tante ambizioni ma rimango con i piedi incollati per terra. Ho vissuto situazioni difficili e non mi voglio montare la testa neanche un po’. Non sono proprio quel tipo di persona, quindi staremo a vedere cosa succederà.

Infine, speriamo che questa intervista a Sercho vi sia piaciuta.
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