In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Hype”, abbiamo realizzato un’intervista a Zame.

Marzio Fornieri, in arte Zame, è uno dei rapper emergenti più interessanti del panorama italiano, che potrebbe concretizzare il suo percorso musicale nel 2020/2021.

Il suo progetto nasce nel 2018 dopo la pubblicazione del brano “10 MLN”, e si contraddistingue per il suo stile orientale unito ad una trap fresca, molto melodica e mai sentita prima in Italia.

Zame strizza l’occhio al mondo della moda ed è stato capace di unire perfettamente il mondo dello streetwear a quello della musica, creando un personaggio unico, che grazie ad il suo look eccentrico e stravagente è stato capace di attirare l’attenzione di migliaia di persone.

intervista a zame
Zame – (Foto di Davide Muraca)

Intervista a Zame : 

Inizi il tuo percorso nel 2018 ed in poco tempo riesci a farti notare un po’ in tutta Italia. In pochi però sanno di quello che è stato il primo tuo approccio col mondo della musica, quando è avvenuto questo passaggio? 

Mi sono avvicinato al mondo della musica da piccolo, fin da quando andavo a scuola mi sentivo diverso dai miei coetanei. Ero una persona creativa e con delle idee, che sempre amato mettere in pratica. La musica è stata da subito una chiave che mi ha permesso di esprimermi e di essere me stesso al 100%.

I tuoi genitori ti hanno sempre supportato in quello che facevi, o da parte loro, come per molti ragazzi adolescenti, c’era una sorta di indifferenza e di poca fiducia?

Non hanno mai creduto molto in quello che era il mio progetto artistico, come è normale che sia, forse. Hanno iniziato a vederci del potenziale quando hanno visto i primi piccoli risultati che portavo a casa. Mio padre tra l’altro ha una concezione completamente diversa dalla mia sulla musica. Anche lui è un grande appassionato, ma siamo due mondi completamente differenti.

Hai sempre raccontato di aver avuto molti ostacoli nel tuo percorso. Tante persone che hanno cercato di frenarti in quello che fai. Per te questo è stato un punto di forza o un qualcosa che ti ha realmente danneggiato?

Per me è stato assolutamente un punto di forza. É tutta una questione di adattamento. Il rap è questo: adattamento, sfogo, esigenza. Se tu non hai veramente un qualcosa per cui lottare non vai avanti nel tuo percorso. Quando vieni posto davanti a degli ostacoli, sei portato a risolverli, a crescere. A parere mio mi hanno reso più competitivo.

La passione per il mondo della moda è un qualcosa che coltivi da sempre o ti ci sei avvicinato in concomitanza col tuo percorso musicale?

La passione per la moda è stato un qualcosa che è nato un po’ per caso, quando ho iniziato il percorso di “Zame Ninja” con “10 MLN”. Avevamo avuto questo concept di fare quel video tutto in tema militare rosa. Da lì ho iniziato a farmi aiutare da NoisiLab sulle custom. Quindi abbiamo iniziato a dare un’impronta stilistica ad ogni video. Ho capito che era un modo ulteriore per esprimere la mia personalità. C’è chi pensa che io sia più portato a fare lo stilista che il rapper.

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Invece, parlando del tuo percorso, inizialmente era nato come “CamoGang”, che hai scelto di mutare successivamente in “Cozygang”. Per quale motivo hai scelto di cambiare nome e secondo te che cosa è realmente cambiato dal 2018 ad oggi?

Ho scelto di cambiare il nome perchè ideologicamente “CamoGang” è come se fosse stato il primo disco. Anche se non è uscito un vero e proprio album, i singoli che sono stati pubblicati facevano parte di uno Zame che era molto più rudimentale e istintivo. Da CozyGang in poi è nata proprio una consapevolezza che mi ha portato a raffinare di più il progetto che sto facendo.

Che cosa sarà CozyGang volume 1?

CozyGang Volume 1 sarà il titolo del primo album ufficiale. Sarà il tocco finale, la cosa che chiuderà questo capitolo. Sarà proprio la ciliegina sulla torta di quello che è stato il mio percorso di questo ultimo anno.

Spesso sei stato accusato di esserti comprato spazi pubblicitari su Instagram. Secondo te che cosa serve ad un rapper emergente per farsi notare nel 2020 senza essere visto come un raccomandato o come uno che ce la sta facendo perchè ha i soldi?

Allora, secondo me alla base di tutto c’è uno specchio, il black mirror, che riporta alla verità. Quindi, quello che voglio dirti, è che sul social poi alla fine, vince la verità. Uno può fare le mosse che vuole sul web, però poi vince chi è vero. La pubblicità è una parte fondamentale di un progetto, se tu fai uscire un prodotto e lo presenti a 20 persone, il passaparole può essere fortissimo, ma 20 persone lo diranno a 200 persone, che lo diranno a 1000 persone, ma non bastano.

Non bastano per sostenere un progetto adesso. Quindi serve una promozione forte, perchè il mercato è saturo ed escono almeno 50 canzoni al giorno. Se il tuo prodotto non è originale a livello di marketing, musica, immagine e messaggio, non vale. Tutti hanno bisogno di pubblicità, il nuovo film di Checco Zalone che farà sold out ovunque, ha bisogno di andare a “Che tempo che fa” per fare la presentazione, ha bisogno di essere pubblicizzato.Quindi odiare la pubblicità è una mentalità chiusa e anche un po’ stupida.

Inoltre, avere uno spazio pubblicitario non ti assicura niente, quanti cartelloni vedi in strada ogni giorno? Centinaia, quanti attirano la tu attenzione? Due. Ecco, vedi, anche sapersi pubblicizzare nel modo giusto, essere intelligenti su questi aspetto, nel 2020 è un’arte.

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Nel 2020 è più facile arrivare alle major che arrivare al pubblico. Ci sono molti artisti che firmano pur avendo pochissimo seguito. Secondo te, il fatto che adesso le grandi discografiche si stiano gettando a capofitto nel mercato, prendendo tanti artisti e producendo tanta musica, dove ci porterà?

Come dicevo anche prima, secondo me alla base c’è sempre la verità. Ci sarà una grande selezione naturale tra tutti gli artisti che stanno uscendo adesso. Sicuramente le major si stanno affacciando sulla trap e quindi stanno prendendo molti artisti urban e molti trapper. Però poi alla fine ci sarà sempre una prova del nove.

Se come dici tu, un artista attira l’attenzione di una major ma poi non attira l’attenzione del pubblico, poi la major se ne accorge che non ci sono entrate e non c’è interesse verso quel prodotto. Puoi ricevere un anticipo per un disco, ma se poi il disco non va bene e non hai costruito niente, se ne accorgono. E voglio dire agli artisti che non si sentono fortunati ad aver ricevuto un ingaggio da una major, che non bisogna avere fretta. Se tu hai il progetto giusto e stai ottenendo numeri, sarà molto meglio entrare in major quando il tuo progetto sarà solidificato.

Qual è il tuo punto di vista riguardo al fatto che il rap in questo ultimo periodo si stia unendo ad altri generi, come la musica latina, il rock, il punk?

Penso che sia inevitabile che il rap si stia unendo a tutti gli altri generi, perchè il rap nasce come ritmo e poesia, ed è quindi un linguaggio universale.

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