Oggi vogliamo parlarvi di argomento che spesso fa discutere nel mondo del rap, ovvero i soldi, in particolare cercare di capire quanto guadagnano i rapper italiani.
Lo scopo di questo contenuto è quello di aiutare a capire come funziona questo settore, sia a tutti quei ragazzi o ragazze che vorrebbero vivere di musica e sia per le persone più curiose.
Detto questo, la prima cosa da capire e analizzare è quale sia il ruolo del rapper e quali altri settori gravitino intorno a lui. Un rapper per definizione è un’artista, ma nonostante questo una volta raggiunto un certo livello di notorietà, si scontra anche con il mondo imprenditoriale.
Nei prossimi paragrafi ci soffermeremo principalmente su questo aspetto.

Quanto e da cosa guadagnano i rapper italiani?

Le collaborazioni con brand e aziende

Quasi tutti gli artisti del momento hanno raggiunto la fama “mainstream” grazie al web. Proprio per questo motivo, i social rappresentano una delle maggiori fonti di entrata per loro.
Infatti, proprio grazie alle collaborazioni con brand o aziende attraverso dei post o delle stories riescono a generare grossi introiti.

I guadagni derivanti dai live

Ogni artista in base alla propria visibilità ha un cachet che richiede per esibirsi live.
Questa cifra ovviamente non è mai fissa o stabile, sale o scende in base all’andamento della carriera di un’artista.
Nonostante l’Italia, non sia riuscita a raggiungere i livelli americani, i cachet di tanti artisti hanno raggiunto cifre importanti. Infatti, il costo per un esibizione parte da qualche centinaio di euro, sino arrivare a centinaia di migliaia di euro. Ovviamente le entrate maggiori le hanno dopo l’uscita di un disco, durante i tour in tutta Italia.

Merchandising

Un’altra forma di guadagno è sicuramente il merchandising, ossia quella forma di business che utilizza il marchio o l’immagine, in questo caso del rapper, per realizzare un prodotto e venderlo. Di solito vengono realizzate delle collezioni di vestiti da vendere successivamente ai fan, ed è un modo semplice e diretto per supportare il proprio artista preferito.

Attività imprenditoriali

Come dicevamo ad inizio articolo, il settore musicale e quello imprenditoriale sono parecchio collegati. Infatti, ogni artista arrivato ad una grossa popolarità e avendo grosse entrate, è costretto a investire i propri soldi. Questo per crearsi delle entrate alternative oltre alla musica, che oltre ad accrescere il proprio patrimonio, investendo le entrate, genera una maggiore stabilità e sicurezza economica per lui.
Sono tanti i rapper che lo hanno fatto, basta pensare a Guè Pequeno che ha comprato alcune gioiellerie in Svizzera, oppure Sfera Ebbasta che ha aperto un ristorante insieme ad Andrea Petagna.

Le Royalty

Tanti ascoltatori pensano che basti qualche flop nella carriera di un’artista per garantirne il suo fallimento. Nonostante questa credenza comune, non è proprio così. Infatti, ogni artista nel corso della sua carriera accumula delle “Royalty“. Per chi non lo sapesse, le royalty sono le percentuali che l’editore versa all’autore per una qualsiasi opera.
In ambito musicale possono essere percentuale sugli incassi derivanti dagli streaming su Spotify o ascolti su Youtube, che nel corso degli anni continuano ad accumulare ascolti. Nonostante possano sembrare pochi, basta pensare ad artisti come Guè Pequeno, con una carriera importante e tantissimi dischi pubblicati, per capire quanto possano essere elevate. In più, possono derivare oltre che dalla musica, anche da libri, partecipazioni a film ecc. Quindi tantissimi artisti, dopo tanti anni di attività riescono ad accumulare tantissimi successi, a tal punto da poter smettere e vivere di rendita.

Infine, speriamo di essere riusciti a spiegarvi quanto guadagnano i rapper italiani. Inoltre, di essere riusciti a farvi capire la diversificazione delle loro entrate.
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