Young Slash è pronto a tornare sulla scena. Dopo quasi un anno di stop, il rapper genovese ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo “Dove si va” e annunciato il nuovo album “Popular”, in uscita il 19 Giugno.

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Young Slash – Dove si va

All’anagrafe Andrea Coodye, Young Slash nasce a Sesto San Giovanni ma trascorre tutta l’infanzia nel quartiere genovese di Utri, che cita e descrive molto spesso nei suoi testi.

Inizia a rappare giovanissimo, a soli 11 anni.  Dopo anni di gavetta, in cui vince anche il One Shot Game di Honiro, nel 2017 esce “Black Fury”, un mixtape che racconta il suo percorso di vita e che attira l’attenzione di Don Joe. Inizia a farsi notare in tutta Italia, anche grazie alla celebre hit con Cromo inititolata “Diglielo”.

Nel 2018 firma per Sony Music Italia e pubblica il singolo “Ricco e povero”. Nel frattempo, una collaborazione con il trapper “Zabson” (artista polacco) lo porta fuori confine italiano, certificando disco d’oro con il brano “los” e totalizzando più di 12 MLN di visualizzazioni su YouTube. A marzo del 2019 esce “Astronuata Ep”, il primo progetto ufficiale per una major.

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo, abbiamo avuto l’opportunità di intervistarlo, buona lettura!

Young Slash
Young Slash

Sei cresciuto nella periferia di Genova, tra i quartieri popolari. Verso che età ti sei appassionato al mondo della musica e quali sono stati gli artisti che ti hanno influenzato di più?

Mi sono appassionato molto alla musica grazie a mio fratello maggiore. Mi faceva ascoltare tanto rap americano, da Notorious B.I.G. a TuPac, Jay Z, Kanye West e molti altri. In seguito, ho scoperto il rap italiano con i Club Dogo e Fabri Fibra. Ho inziato a scrivere e registrare i miei primi pezzi all’età di 11 anni.

Nel 2017/2018 hai iniziato a farti notare in tutta Italia, delineando un percorso che ti ha portato a alla pubblicazione dell’ep “Astronauta”. Dopodiche hai preso una pausa. A cosa è stato dovuto questo anno di stop e come ti senti adesso?

Questo stop è stato dovuto al fatto che avevo bisogno di prendermi del tempo per me stesso. Sentivo la necessità di cambiare, ma non tanto a livello artistico, perchè la mia musica è sempre stata vera, è sempre stata mia; quanto più perchè volevo portare un messaggio diverso da quello che portavo precedentemente. Sentivo la necessità di distinguermi da tutto e da tutti.

Esce oggi “Dove si va?”, un brano importante per te perché segna il tuo ritorno e annuncia il tuo nuovo album “Popular”. Come mai hai scelto di ritornare proprio con questo pezzo e che significato ha per te?

Ho voluto scegliere questo brano come ritorno perchè mette in risalto una parte di me che non avevo mai mostrato. Si tratta di un pezzo introspettivo, nel quale parlo di me e di quelle che sono le mie emozioni. Voglio che la gente capisca che Young Slash non è solo uno dei tanti con i rasta e i tatuaggi e che non so fare solo la musica che ho fatto fino ad ora, ma che c’è molto di più dietro.

Young Slash
Young Slash
In un momento complesso come questo, molti artisti hanno preferito posticipare i dischi e uscire unicamente con dei singoli. Come mai invece hai scelto di tornare con un album vero e proprio?

Come vedi, ho fatto uscire apposta un singolo per ritornare e riprendermi la mia fanbase. Se fossi tornato direttamente pubblicando tutti i pezzi dell’album probabilmente la gente non avrebbe capito a pieno il mio viaggio. Il disco ha un suo concept, diverso dai miei lavori precedenti. Si tratta di un album profondo ed introspettivo, che parla di storie vere, di strada, che parla della famiglia, di soldi che mancano, di mezzi, di città, di luci. Questo disco qui è la mia vita.

Com’è nata la collaborazione con Zabson e quanto ti ha fruttato a livello di visibilità anche fuori dall’Italia?

Sicuramente ho anche una bella fanbase polacca. Mi ricordo che quando Zabson mi scrisse su Instagram io non sapevo neanche chi fosse. In Polonia ha moltissimo seguito, è come uno Sfera Ebbasta. Gli mandai la strofa e lui si gasò subito. Qualche giorno dopo partì per venire a Genova nel mio quartiere a fare il video, con un viaggio di 3 giorni su un Mercedez. Pazzo. Ma è stata una bellissima collaborazione.

Che risposta ti aspetti da parte del pubblico per questo disco?

Sinceramente non sono uno di tante parole quando esce la musica, perchè alla fine è quella che parla.

 

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